Sabato 19 Ottobre 2019
  • Chiese

    Mercoledì 25 Marzo 2015, 16:07
    La Parrocchiale

    La chiesa si presentava fino a qualche anno fa piuttosto spoglia quanto ad arredi sacri. Alcune opere vi sono poi state trasferite da altri oratori. L'antichissimo crocifisso dell'altar maggiore proviene dalla vecchia chiesa di San Giorgio. Dalla chiesa di S. Stefano provengono due angeli dorati del Cadori, la statua dell'Immacolata e l'altare di Sant'Antonio, opere di Rungaldier della Val Gardena. Dalla stessa chiesa, dove ricopriva un affresco del Bevilacqua, proviene la tela di un autore ignoto che oggi orna la parete sinistra del coro, la Madonna del Rosario con S. Domenico e S. Rosa.

    Cenni storici
    Non è possibile conoscere la data dell'erezione di Farra in parrocchia. La chiesa di Santo Stefano fu parrocchiale fino al 1955, sostituita poi da quella attuale.

    Approfondimenti
    L'attuale parrocchia fu iniziata nel 1912 su disegno dell'architetto Rupolo e venne benedetta dal vescovo Zaffonato nel 1951.

    San Lorenzo

    Nella citazione in un atto notarile del 1210 la misera cappellina campestre risultava dotata di un cimitero, del quale tutt'ora si vede qualche resto del muro di cinta. La struttura attuale si può quindi far risalire al XIII secolo, anche se non è certamente da escludere la riedificazione di qualche manufatto molto più antico, vista la posizione altamente panoramica e strategica e la significativa vicinanza al Castello di Credazzo.

    Descrizione
    Sul lato nord svetta il duecentesco campanile, rimaneggiato e 'riammodernato' secondo il gusto del tardo 1800 che, diffusamente nel trevigiano, sostituì il tetto a quattro falde con merlature a coda di rondine di dubbio gusto.
    Interessante una pietra d'angolo alla base con strane e misteriose incisioni.
    I caratteri, non decifrati, sembra appartengano all'alfabeto runico. Si tratta di una delle cosidette 'piere dei mat' (pietre dei matti) dalle quali deriva la leggenda, fin dall'epoca longobarda, che attribuisce la vena di pazzia degli abitanti di Farra di Soligo al contatto con una di queste strane pietre.
    Dal 1422 la chiesa viene sottoposta alla chiesa di Santo Stefano Vecchio di Farra.
    Nel 1573 si procedette ad un sostanziale restauro e rimaneggiamento e venne ampliata l'abside. Il lavoro venne eseguito da un certo 'Mastro Zuane da Cividal' come attesta una iscrizione sul portale d'ingresso.
    Tranne per i ritocchi ottocenteschi al campanile, come già accennato, tutto è rimasto intatto e originale come cinque secoli fa. Non vi sono stradine che raggiungano la chiesetta, si deve passare attraverso erbosi filari di vigne e, certamente, l'affacciarsi sul piccolo slargo erboso del sagrato è emozionante.
    A cura di una associazione di volontari abitanti in zona, la chiesetta viene saltuariamente aperta la domenica e viene effettuata la manutenzione.

    Chiesetta della Madonna dei Broli


    Di epoca medievale è situata nella località Brolo, attuale cimitero di Farra di Soligo, oggi è dedicata alla Madonna della Neve.
    Nel passato era meta di pellegrinaggi nei periodi di siccità. Il campanile forse era un'antica torre di difesa.

    La tela della Madonna col Bambino, oggetto di devozione popolare e opera di un pittore sconosciuto (ma legato forse alla scuola raffaelliana), è custodita presso il Museo diocesano di Vittorio Veneto. Gli affreschi della facciata sono ricoperti da intonacature successive e la chiesetta aveva un solo altare dedicato alla Beata Vergine.

    Cenni storici
    Come testimonia il campanile risale all'epoca medievale. Una prima attestazione della sua esistenza si ha nel 1326.

    Oratorio di San Tiziano

    Pare che l'oratorio, di origine antichissima, sia stato eretto dalla popolazione in seguito a un voto fatto a San Tiziano per la liberazione da una pestilenza.

    Al suo interno c'è una pala di Palma il Giovane, la quale raffigura la Madonna in trono col Bambino e i Santi. Il Bambino, sorridente, si copre con un lembo di velo della Santa Madre e ai lati del trono due schiere di angeli si esortano alla lode e alla preghiera. Nella composizione anche S. Urbano papa, San Marco Evangelista e San Tiziano, tutti con in mano i loro simboli iconografici in modo da essere riconosciuti: S. Urbano con una croce e una nube, S. Narco con la penna e il libro del Vangelo, S. Tiziano con pastorale, il piaviale e una stola incrociata.

    Note
    Pare che l'oratorio, di origine antichissima, sia stato eretto dalla popolazione in seguito a un voto fatto a San Tiziano per la liberazione da una pestilenza. Fu restaurato nel corso dell'Ottocento, precisamente nel 1861, dalle parrocchie di Pieve, Falzè, Sernaglia e Soligo.

    Chiesa di San Giorgio

    Ex parrocchiale, la costruzione dominava il Borgo Rialto, uno dei primi nuclei abitativi di Farra, e risaliva a prima del Mille (ora demolita).

    Il campanile massiccio aveva l'aspetto di una torre fortificata e la pregevole pala del Pordenone dedicata a San Giorgio e il drago è ora conservata al Museo diocesano di Vittorio Veneto.

    Secondo l'antico rito cristiano, essa aveva l'abside rivolto ad Oriente e la facciata a Ponente. Nel '700 conteneva tre altari: il maggiore dedicato a San Giorgio, uno a San Giovanni Battista e uno a Sant'Antonio da Padova. La chiesa aveva una pala di Paris Bordon del 1542.

    Note
    La prima attestazione si ha nel 1326 e nel 1396 si ha notizia del cimitero che la circondava. E' stata purtroppo demolita nel 1938.

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